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Re Dagoberto II e la caduta dei Merovingi

Re Dagoberto II e la caduta dei Merovingi

 
Se dovessi scrivere la storia dei Merovingi probabilmente non mi basterebbe la memoria di questo server.Mi concentrerò quindi sulla parte più triste di questa gloriosa famiglia di Re, la loro caduta.Perché i Merovingi sono caduti?Dagoberto nacque nel 651 e a soli 5 anni vide morire suo padre Sigisberto III (629-656) Re di Austrasia. Si ritrova così ad essere Re ma circondato da una Corte corrotta e violenta composta da strani individui pronti a tagliare gole pur di prendere il potere.Tra i vari complotti progettati riuscì quello di Grimoaldo maestro di palazzo che era quello più vicino a Dagoberto e quindi il più avvantaggiato. Il lavoro di Grimoaldo fu molto sottile. Fece rapire il piccolo Dagoberto e convinse tutti, anche la di lui madre, che fosse morto. Grimoaldo era convinto che la morte del principe fosse realmente avvenuta visto l’ordine che aveva dato; ma così non era.Dagoberto non fu ucciso e venne preso in consegna dal Vescovo di Poitiers che lo inviò in Irlanda nel monastero di Slane.

 

Fu nella terra di Irlanda che Dagoberto studiò e si interessò della cultura celtica tanto da sposare nel 666 Matilda un principessa celtica. Dopo il matrimonio si trasferirono a York avvicinandosi a San Wilfred che divenne suo consigliere. San Wilfred nel 664 era riuscito, nel Concilio di Whitby, a riavvicinare la chiesa celtica a Roma.San Wilfred voleva consolidare il primato papale su tutta l’Europa e nel suo progetto rientrava anche la figura di Dagoberto.

 

Il piano di San Wilfred a quel punto era chiaro, ristabilire un monarca Merovingio sul trono di Austrasia e rinforzare quel legame tra Roma e i Merovingi stipulato nel 496 tra Clodoveo I e il Papa. I Merovingi sarebbero tornati ad essere il braccio della chiesa. Il piano di Wilfed fu inoltre facilitato dalla morte di Matilda nel 670.Nel 671 Wilfred combinò per Dagoberto il matrimonio con Giselle de Razès nipote del Re dei Visigoti. Il matrimonio avvenne in un luogo ormai famoso l’odierna Renne-le-Château nella stessa chiesa che vide svolgersi le avventure di Bérenger Saunière. Nel 674 Dagoberto si rivelò come re di Austrasia e nel 676 nacque il primo figlio maschio Sigisberto.Ora Dagoberto era tornato in possesso del suo regno come voleva Wilfred ma quest’ultimo si apprestava a ricevere una brutta sorpresa.Infatti Dagoberto regnava in maniera onesta e giusta e non intendeva certo favorire nessuno tanto meno il clero. Questo provocò le proteste da parte dei vescovi ed anche di Wilfred che rimase deluso dal fatto che Dagoberto non si impegnò molto nella causa della Chiesa cattolica, anzi cercò di favorire l’arianesimo e ed il rito Celtico.
Più passava il tempo più i nemici di Dagoberto aumentavano. Il Re infatti memore di quello che gli era successo da bambino, diffidava di chiunque soprattutto dei cortigiani. Tra i nemici vi era anche Pipino il Grosso maestro di palazzo che come Grimoaldo perpetrò il grande tradimento.Il 23 dicembre 679, nel pomeriggio mentre Dagoberto si riposava in un bosco dopo una battuta di caccia gli uomini di Pipino lo uccisero conficcandogli una lancia nell’occhio.

 

A questo punto il complotto era riuscito, la chiesa si era liberata di Dagoberto e prese sotto la sua ala protettiva la stirpe di Pipino (uno dei Carolingi) che nel 750 con Pipino III il Breve depose Childerico III (ormai un re fantoccio) e con il beneplacito di Roma fu incoronato Re dei Franchi. Inoltre il Papa si liberò definitivamente anche dell’Arianesimo e dei difensori della chiesa celtica.A questo punto, tirando le somme abbiamo:1) La dinastia Merovingia eliminata;2) Dei semplici cortigiani come i Carolingi Re di Francia e successivamente Imperatori d’Occidente;3) Eliminazione del Cristianesimo Celtico;4) L’affermazione attraverso i Carolingi della “Donazione di Costantino”.
 

 

La “Donazione di Costantino” (“Constitutum Constantini“) è un documento falso ma che veniva creduto autentico nel Medio Evo. Con tale editto l’Imperatore Costantino all’atto della sua conversione riconosceva al Vescovo di Roma potere sia spirituale che temporale, nonché diverse donazioni.Nella parte principale dell’editto si legge: « In considerazione del fatto che il nostro potere imperiale è terreno, noi decretiamo che si debba venerare e onorare la nostra santissima Chiesa Romana e che il Sacro Vescovado del santo Pietro debba essere gloriosamente esaltato sopra il nostro Impero e trono terreno. Il vescovo di Roma deve regnare sopra le quattro principali sedi, Antiochia, Alessandria, Costantinopoli e Gerusalemme, e sopra tutte le chiese di Dio nel mondo… Finalmente noi diamo a Silvestro, Papa universale, il nostro palazzo e tutte le province, palazzi e distretti della città di Roma e dell’Italia e delle regioni occidentali. ».

Questo per la chiesa di Roma voleva dire un potere immenso.Il caso volle che questo documento uscì nel 750 proprio nel momento in cui Pipino il Breve si rivolse al Papa per eliminare definitivamente Childerico III. Ormai i Merovingi, dopo la morte di Dagoberto II, erano Re solo di nome ma senza alcun potere il quale veniva gestito liberamente ed arbitrariamente dai Carolingi.A questo punto il Papa non aveva più bisogno dei Merovingi ma poteva benissimo utilizzare i Carolingi anche in virtù della donazione di Costantino.Perché accordarsi come fatto nel 496 con Clodoveo I ? Ormai il Papa poteva “creare” i sovrani in virtù del fatto che il potere temporale doveva essere riconosciuto solo dal potere spirituale.Inoltre il momento era propizio perchè i Carolingi avevano sete di potere e non avevano di certo la cultura dei Merovingi.Eliminati quindi definitivamente i Merovingi Roma non aveva più intralci perché i futuri sovrani sarebbero stati tutti sottomessi al Pontefice.Successivamente Carlo Magno avrebbe creato il Sacro Romano Impero e con le donazioni di terre al papato avrebbe creato anche lo Stato della Chiesa che sarebbe durato per circa 1070 anni. L’Impero d’Oriente non avrebbe più potuto rivendicare potere in Occidente dovendo sottostare al volere di Costantino.Sulla falsità della “Donazione di Costantino” ci furono diversi studi tutti osteggiati dal papato solo nel 1517 fu pubblicato “De falso credita et ementita Constatini donatione declamatio” scritto da Lorenzo Valla ma la chiesa di Roma continuò a negare ed il testo circolò solo tra i protestanti.